Partito Comunista dei Lavoratori – sezione di Bologna e nucleo di Reggio Emilia
L’area interessata dalla lotta è un lotto di oltre 45000 metri quadri sulla Via Emilia verso Modena, a circa 1500 metri dal centro della città, nel quartiere di Ospizio.
Precedentemente proprietà dell’USL, vi si trovava una casa di riposo per anziani. Dopo aver costruito strutture decentrate più moderne altrove, l’USL demolì la vecchia struttura e circa 25 anni fa vendette l’area.
Il nuovo proprietario non riuscì a costruire nell’area (crisi dell’edilizia, anni 2008 e successivi) e Conad la acquistò nel 2015, presentando poi un progetto che prevede un nuovo supermercato, parcheggi, edifici per uffici e via dicendo, e prospettando la possibilità di creare una casa della salute e di trasferire qui la biblioteca comunale di quartiere (attualmente aperta ad un chilometro di distanza). L’AUSL non ha però ancora messo a bilancio i soldi per far funzionare la casa della salute, che resta quindi un progetto assai nebuloso.
In questi ultimi venticinque anni si è formato nell’area un bosco spontaneo, che mitiga gli effetti del cambiamento climatico a beneficio degli abitanti dell’area attorno al bosco stesso. È per proteggere quest’area verde che negli ultimi anni si è costituita l’assemblea permanente per la difesa del bosco di Ospizio, riunitasi settimanalmente per organizzare iniziative di sensibilizzazione, cortei, richieste di consiglio comunale aperto, ricorsi legali – insomma, tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo.
Tra l’altro, Legambiente ha presentato ricorso al TAR di Parma contro l’avvio dei lavori, ravvisando anomalie nelle procedure che hanno permesso a Conad di giungere al punto di iniziare i lavori. Nelle scorse settimane il TAR stesso, non ancora pronunciatosi in merito al ricorso, ha respinto la sospensiva di inizio lavori, pur avendo ricevuto dagli avvocati di Conad una memoria in cui si rendeva noto che l’inizio dei lavori era stato programmato per il 3 agosto scorso.
Lunedì 3 mattina e martedì 4 della scorsa settimana alle 6 si è presentata davanti a uno dei due accessi all’area una ruspa della ditta a cui Conad ha appaltato i lavori di abbattimento delle piante del bosco. Un sit-in del presidio che si è formato a difesa del bosco ha però impedito l’ingresso dei mezzi.
Il presidio sta proseguendo ad oltranza 24/7, con tanto di bivacco per le tende (all’ultima comunicazione alla questura, è stato prolungato fino al 31 agosto). Le ruspe mandate da Conad certamente torneranno, ma il presidio ecologista è più che intenzionato a continuare a resistere.
Noi riteniamo che gli avvenimenti parlino per sé stessi: siamo di fronte ad un ennesimo caso di plateale sfruttamento del territorio a favore unicamente di chi muove i capitali, in questo caso Conad, con la collaborazione delle autorità locali, in questo caso la giunta di centro sinistra Massari. Qui come altrove, il campo largo dimostra ancora una volta il proprio essere parte integrante del sistema, il proprio non rappresentare una vera alternativa alle politiche della destra cui si candida ad alternarsi (con buona pace di chi nutre pie illusioni al riguardo).
Di fronte alla catastrofe climatica in atto, tanto le istituzioni quanto chi ha in mano il potere economico rendono chiaro di voler continuare a muoversi in una logica che mette il profitto a breve termine di pochi ben prima dell’interesse a lungo termine di chi veramente vive il territorio.
Come Partito Comunista dei Lavoratori non abbiamo dubbi sulla posizione da prendere: siamo schierati accanto all’assemblea di Bosco Ospizio a difesa di un’area verde dalla cementificazione, pronti a difenderla dalla speculazione di chi osserva un territorio ed è capace di vedervi unicamente un luogo da cui estrarre profitto senza ritegno alcuno.


