Prima pagina

Si riunisce l’assemblea londinese dei delegati di Your Party

Contro ogni previsione, l’Assemblea dei Delegati di Londra di Your Party si è riunita domenica 8 febbraio a Chat’s Palace a Homerton. Si sono svolte con successo le elezioni del Comitato Esecutivo Centrale, si sono discusse le mozioni delle pre-sezioni della capitale (sezioni non ancora formalmente costituite in base a disposizioni determinate, ad esempio di uno statuto, ndt) e abbiamo deciso i nostri prossimi passi.

Eravamo circa in 65 in sala, con qualche altro partecipante online, di cui poco più della metà delegati eletti e il resto osservatori con diritto di parola ma non di voto. L’atmosfera era di entusiasmo e spirito di solidarietà. Era rappresentata la maggior parte della sinistra attiva in Your Party.

VOTAZIONI

La prima cosa che abbiamo fatto, correttamente ma ironicamente data l’inclusività dell’evento, è stato votare per ratificare la decisione del comitato organizzatore di revocare la presenza di Piers Corbyn (fratello di Jeremy Corbyn, ndt) dai nominativi per le votazioni.

Ci è stato inviato un video di Piers Corbyn durante una manifestazione di estrema destra davanti a un centro di accoglienza per richiedenti asilo, con un cartello gigante con la scritta “Chiudete gli hotel – Sequestrate le barche”. A dimostrazione che era chiaramente in buoni rapporti con gli organizzatori fascisti della protesta. La mozione, che chiedeva agli organismi dirigenti provvisori anche di espellere Piers Corbyn da Your Party, è stata approvata all’unanimità.

Le votazioni prevedevano sessioni di domande e risposte, in cui gli elettori possono porre domande ai candidati, in questo caso candidati alla carica di membri del Comitato Esecutivo Centrale. Queste sessioni hanno occupato l’intera mattinata, durante la quale abbiamo ascoltato i discorso introduttivi di otto candidati; poi i nomi dei delegati sono stati estratti a sorte e invitati a fare domande.

In un’utile innovazione, ci è stato chiesto se qualcuno volesse porre una domanda supplementare. Questo ci ha permesso di approfondire questioni controverse, ed è stato particolarmente utile per discutere le posizioni sui diritti delle donne transgender di utilizzare spazi riservati a un solo sesso che siano in linea con il loro genere, e sulle opinioni dei candidati sulla guerra in Ucraina.

Valerie Cousins ​​è stata costretta a difendere la sua opposizione ai diritti delle donne trans, nonostante l’atmosfera in sala fosse chiaramente a favore dei diritti per le persone transessuali (come lo era stata la conferenza di Your Party a novembre). Il fatto che Cousins ​​sia stata ascoltata con rispetto è stato un merito dell’attitudine democratica dell’assemblea.

Ma sull’Ucraina, solo Ruth Cashman (di Alliance for Workers Liberty) ha sostenuto il diritto all’autodeterminazione dell’Ucraina, mentre altri, come Raj Gill, continuano a sostenere che la guerra sia stata scatenata dalla NATO: una terribile distorsione campista della realtà, che coglie all sprovvista i comunisti nell’affrontare in futuro il sistema delle relazioni internazionali. Tuttavia, Cashman è stata ingannevolmente vaga nel suo impegno a opporsi alla NATO. In effetti, AWL si è raramente, se non mai, opposta all’imperialismo britannico e ai suoi alleati, nell’Europa orientale, in Medio Oriente o in Afghanistan.

Anahita Zardoshti e Mel Mullins della Grassroots Left Slate (una delle due “correnti” in cui si è diviso il partito, opposta all’ala moderata guidata da Corbyn, ndt) hanno entrambe dato una presentazione fiduciosa delle loro candidature, anche se probabilmente è giusto dire che non abbiamo imparato nulla di nuovo dal passato. La maggior parte dei membri presenti aveva già deciso di votare per i candidati della Grassroots Left Slate per la necessità impellente di ottenere una maggioranza di sinistra nel CEC (contro la fazione di Corbyn, ndt), ma è stato utile ascoltare gli altri candidati, alcuni dei quali potrebbero chiaramente diventare alleati dopo lo scrutinio.

LE MOZIONI

Dopo pranzo ci siamo riuniti per ascoltare una proposta del comitato organizzativo dell’assemblea, che sostanzialmente ha concordato di riunire nuovamente l’assemblea a breve scadenza e di mantenere attivo il coordinamento delle sezioni londinesi. La proposta è stata approvata e abbiamo fissato la data del 21 marzo per la prossima assemblea.

Fatto questo, abbiamo concordato la discussione su cinque mozioni che sono state raggruppate come le “3 L”: servizi locali, democrazia locale e lotte locali. Tra queste, la mozione per la redazione di un Manifesto in dieci punti per Londra, proposta da noi di Workers Power tramite la sezione di Southwark, è stata la più ambiziosa.

Questa mozione si basa sull’impegno della Conferenza di Your Party di presentare propri candidati alle prossime elezioni comunali su una piattaforma “No cuts” (“No tagli”). Chiedeva che l’impegno contro i tagli sia abbinato all’impegno contro l’aumento degli affitti o delle tasse comunali, contro il saccheggio di risorse, contro il taglio ai posti di lavoro e il demansionamento. 

La cosa più importante è che questa mozione ha cercato di rompere con la concezione riformista delle elezioni come passiva raccolta di voti e ha proposto di focalizzarsi sulle elezioni come mezzo per «mobilitare la classe lavoratrice per fermare tutti i tagli e lottare per questi cambiamenti con proteste, azioni dirette, occupazioni e scioperi».

L’oratore ha suscitato applausi entusiastici per gli slogan “Distruggere la legge, non i poveri!” e “Gli altri partiti inseguono i voti, Your Party mobilita la resistenza!”.

Abbiamo votato le mozioni, scelte dai delegati durante la pausa pranzo, per consentire ai membri dei gruppi comunisti esterni di unirsi a Your Party, per consentire alle persone non binarie e trans di partecipare alle elezioni di YP, e per chiedere agli organismi dirigenti di adottare il più avanzato sistema di rappresentanza proporzionale per le elezioni del CEC. Sono state tutte approvate.

Più controverse sono state le due mozioni sulla Together Alliance (movimento di coalizione antifascista e contro l’estrema destra, ndt). Mentre la prima era meno controversa e ci impegnava semplicemente a organizzare uno spezzone di YP per la manifestazione del 28 marzo, la seconda chiedeva di “sottoscrivere” la dichiarazione di Together Alliance. Per una minoranza significativa di delegati, questo era un passo troppo lungo. La Together Alliance è un fronte popolare, che limita le sue attività e i suoi messaggi a ciò che è accettabile per i partiti borghesi e piccolo-borghesi e per le celebrità al suo interno. Come ha affermato un delegato: «Peace & love non è uno slogan della classe operaia».

Katie Alexander (sezione di Hacknet, appartenente al Socialist Workers Party) ha cercato di difendere la tattica affermando: “Possiamo fare entrambe le cose: un fronte popolare e un fronte unico”. Ma la verità è che i leader sindacali si stanno affrettando ad aderire al primo per non dover mai ricorrere al secondo. Alla fine, comunque, entrambe le mozioni sono state approvate a stragrande maggioranza.

PROSSIMI PASSI

La prima Assemblea dei Delegati di Londra è stata un grande risultato. Ma ha rappresentato solo i primi passi. Sebbene i 35 delegati rappresentassero le opinioni di oltre 400 iscritti di Your Party in oltre 20 distretti, e sebbene tutto ciò sia stato realizzato, insieme ad altre attività, senza poter accedere ai dati degli iscritti, custoditi gelosamente dalla burocrazia non eletta di Your Party, il numero dei membri è ancora troppo limitato.

Dobbiamo triplicare le dimensioni della prossima assemblea, a marzo.

Inoltre, dobbiamo unirci contro qualsiasi tentativo da parte del Comitato Esecutivo Centrale entrante – soprattutto se la corrente della destra burocratica attorno a Jeremy Corbyn, The Many, dovesse ottenere la maggioranza – di smantellare le pre-sezioni e riconoscere solo quelle basate sulle circoscrizioni elettorali parlamentari.

Sarà una battaglia. Ma è una battaglia che possiamo vincere. Lo spirito combattivo e l’unità dimostrati in assemblea devono continuare, se vogliamo costruire un partito della classe lavoratrice guidato dai suoi iscritti, democratico e, soprattutto, combattivo.

Jeremy Dewar