Salutiamo la vittoria di SUDD CoBas e lavoratori nella vertenza che li ha visticontrapposti allaAcca di Seano.
Riassumendo per sommi capi la vicenda, il sindacato da metà giugno circa si è schierato in difesa di un centinaio di lavoratori e lavoratrici che l’azienda, con un meccanismo ben noto nel distretto tessile pratese, intendeva lasciare a casa chiudendo il magazzino e riaprendo sotto altro nome altrove, magari con manodopera non sindacalizzata. È stato quindi indetto un picchetto operaio ad oltranza per bloccare il magazzino dell’azienda, picchetto che ha subito non solo un assalto padronale il 23 giugno, ma anche uno sgombero per mano della celere il 3 luglio (ad imperitura memoria di quale funzione effettivamente svolgano le bande armate dello Stato borghese) e l’intimidazione del Tribunale del Lavoro di Pisa, che mise in dubbio la legittimità del picchetto stesso con un’ordinanza ritirata in un secondo momento.
Di fronte a questo attacco padronale e statale, sindacato e lavoratori non solo non hanno arretrato di un passo, ma hanno semmai quadruplicato il proprio sforzo nella lotta. Oltre a rimettere in piedi il picchetto davanti al magazzino a Seano, ne hanno approntati altri tre davanti ad altrettanti siti dell’azienda, di cui uno di fronte al magazzino dove Acca (che rivendicava la chiusura necessaria proprio per assenza di lavoro) continuava a lavorare in segreto.
Dopo 70 giorni di picchetto in piena estate ed una lotta durissima in un settore dove la maggior parte dei lavoratori si trova a sottostare a condizioni di sfruttamento disumane, la vertenza è finalmente giunta a conclusione: la totalità dei lavoratori e delle lavoratrici verrà ricollocata, peraltro in presenza di un quadro migliorativo di accordi su orari, organizzazione del lavoro e sicurezza.
Una vittoria su tutta la linea, dovuta alla volontà di lotta dei lavoratori ed alla presenza di un sindacato degno di questo nome, oltre che al sostegno popolare di cui i picchetti hanno potuto godere, sostegno che proprio la linea di difesa dei diritti dei lavoratori senza compromesso alcuno ha permesso al sindacato di costruirsi negli anni.
Questa vertenza ci mostra per l’ennesima volta, se ce ne fosse bisogno, che la lotta dura e senza compromessi paga; che un sindacato capace di sostenere chi lavora, che adotta una prospettiva conflittuale e classista, che non fa compromessi sulla pelle di lavoratrici e lavoratori può vincere. Vediamo ancora una volta che la lotta di classe, quando portata avanti coerentemente, resta una
prospettiva realistica, in barba agli alfieri dell’interclassismo e della concertazione.
E proprio questa vittoria, risultato di una lotta portata avanti con estrema caparbietà da un preciso modello di sindacato, mette ancora più chiaramente in mostra il fallimento storico dei sindacati confederali, parte integrante del sistema che ha reso possibile l’arretramento della classe lavoratrice nel corso degli ultimi quarant’anni almeno; un altro modello di sindacalismo, uno che mette veramente al centro gli interessi di chi lavora, è non solo possibile (come ampiamente dimostrato dal SUDD CoBas), ma necessario se si vuole reagire alle sconfitte storiche subite dal movimento operaio negli ultimi decenni.
Evviva la lotta di classe!
Evviva il sindacalismo conflittuale!


