La miseria degli insulti contro la ricchezza dei nostri argomenti
Partito Comunista dei Lavoratori – Molise
Nessuna considerazione può avere in sé lo scritto, tanto delirante quanto incivile, del pizzino recapitato a Celeste Caranci quale portavoce del Comitato No lotto zero, e dunque anche contro associazioni, partiti e singoli impegnati nel sostegno al comitato e nella diffusa mobilitazione contro l’inutile e dannoso lotto zero.
Forse solo il tovagliolo di un idiota appena uscito da una cena da qualche ristorante del centro storico, al quale il vino avrà dato lustro con maggior vigore alla sua imbecillità. Ma ci sono anche interessati in mala fede o sguinzagliati ad hoc da chi teme la nostra attività locale contro i poteri forti.
Di certo, se si compete con l’imbecille sul suo terreno si rischia di far vincere l’imbecille.
Ma se il contenuto delirante e schizofrenico degli insulti del “pizzino” va semplicemente ignorato come il nulla cosmico, non può invece ignorarsi il gesto come cartina al tornasole della situazione: da una parte solo insulti volgari aizzati dalla destra becera locale, gratuiti e demenziali, dall’altra la ricchezza degli argomenti (condivisibili o meno) del Comitato No lotto zero.
Dalla volontà di salvare 180 milioni di euro dallo spreco per 5 km di strada (8 viadotti, due gallerie e tre svincoli), circa 36 milioni a chilometro – quasi come il deficit della sanità molisana – di cui si è dimostrata l’assoluta inutilità: non c’entra nulla col traffico di chi entra e esce a Isernia Nord, contrariamente a quanto falsamente propagandato dalle destre, nel mentre sul lotto zero ci passeranno ogni morte di Papa pochissime auto da Pesche a Miranda e viceversa.
Peraltro il traffico di Isernia Nord poteva affrontarsi allargando a doppia corsia l’attuale statale 17, e invece gli stessi basisti politici pro lotto zero della destra hanno intasato l’area con speculazioni edilizie e quant’altro sino all’MD).
E se anche vi fosse una minima utilità, la spesa rimarrebbe comunque spropositata e folle.
180 milioni di euro sprecati mentre ci negano “per assenza di fondi” le tante opere utili di cui abbiamo bisogno in provincia: in primis le frane, ma basti citare il tratto Colli-Roccaravindola, la bretella per evitare l’ingorgo di Venafro, il collegamento con Caianello, il Ponte Sente, il raddoppio della strada per Campobasso, e si potrebbe continuare all’infinito.
Ma non c’è solo il saccheggio erariale, c’è quello ambientale, che richiede ancora più attenzione: dalle questioni irrisolte sulle violazioni delle tutele per le sorgenti San Martino che alimentano la città di Isernia (da ultimo emerse anche le interferenze, per noi annunciate), all’assenza di analisi costi-benefici e della valutazione “Alternativa zero”, e delle varianti urbanistiche mai deliberate dai consigli comunali di Isernia, Pesche e Miranda con i progetti definitivi, e tante altre a dir poco opacità già diffuse nel dossier citato da Area Matese con l’esperto Avv. Mainelli.
Sino ad una valutazione di impatto ambientale che risale a ben tredici anni fa: del tutto obsoleta.
Illegittimità gravi contestate e al vaglio delle autorità, che però non interviene: il perché non è dato sapere, visto che di risposte puntuali non ne abbiamo mai avute. È il porto delle nebbie.
Ed anzi hanno mandato assurdamente a processo un anziano contadino che ha solo esercitato legittimamente un diritto di difesa, con azioni legali, contro l’ANAS e i danni ingiusti causatigli dal lotto zero.
Per noi comunisti, le istituzioni borghesi sono definite tali perché nel complesso sono espressione della classe dominante, e quindi non ci meraviglia quando a convenienza del capitale lo stato borghese calpesta persino le norme che esso stesso si è dato.
Su nessuno dei punti da noi posti con dettaglio di argomenti è stata fornita risposta, neanche da parte dei politici della destra locale basista dell’operazione di saccheggio, che coinvolge interessi capitalistici di rango nazionale.
Dunque, il pizzino insultante, delirante e schizofrenico, se non ha alcuna valenza come contenuto, nondimeno rimane altamente indicativo della miseria e dell’assenza di argomenti di chi contrasta la nostra difesa locale dell’ambiente e dell’erario, per salvare dallo spreco risorse altrimenti destinabili a favore dell’occupazione vera e delle opere utili, di cui invece siamo privati.


