Dalle sezioni del PCL

Fascisti su Saione

Da oltre due mesi gli abitanti di Saione, quartiere popolare e multietnico di Arezzo, si ritrovano insediata nell’area operaia del Villaggio Gattolino, negli edifici di edilizia popolare, la nuova sede dell’organizzazione neofascista CasaPound. L’insediamento è avvenuto il 29 novembre, con la benedizione di Lorenzo Roggi, presidente di Arezzo Casa (ex Istituto delle Case Popolari) nonché, guarda caso, cofondatore dell’associazione che ha ottenuto l’assegnazione: l’associazione Lacerba.

Il sito di CasaPound ne annuncia l’inaugurazione con tanto di italica e identitaria porchetta.

Quello che innanzitutto balza agli occhi è che l’assegnazione dello stabile di edilizia popolare è avvenuta – tramite un’operazione di bassa cucina democristiana – all’associazione fondata dallo stesso presidente di Arezzo Casa, una società per azioni le cui quote sono detenute in varie percentuali dai comuni della provincia di Arezzo. La fetta più grossa di tale assegnazione va al comune di Arezzo che, guarda caso, è anche l’azionista di riferimento del presidente Lorenzo Roggi, esponente locale di CasaPound e di altre realtà associative legate a vari livelli al mondo dell’ultradestra aretina e non solo.

La calata dei fascisti del terzo millennio (così si definiscono) nel quartiere di Saione rappresenta uno sfregio alla storia del quartiere e alla sua composizione sociale: operaia, antifascista, popolare, multietnica, e che ha visto negli anni lo sgretolarsi delle realtà associative e di coesione.

Non possiamo consentire la presenza nel quartiere di una realtà che si ispira al neofascismo, al razzismo, al segregazionismo!

In un contesto come questo, la reazionaria e neofascista CasaPound, cavalcando insieme ad altri – vedi il razzista Vannacci – proprio il leitmotiv di questa fase storica, ossia “l’invasione dei migranti”, unito alla crisi della classe lavoratrice tradita dalle direzioni riformiste, prova da un lato a raccattare una parte del dissenso radicale all’establishment politico, raccogliendo consensi tanto tra la piccola borghesia quanto tra il proletariato e il sottoproletariato, soprattutto nella sua componente più giovanile. Dall’altro lato, CasaPound è funzionale al disegno politico delle destre al governo, Lega e FdI in primo luogo, riuscendo a capitalizzare posizioni di potere e amministrative. L’insediamento del signor Roggi al vertice di Arezzo Casa spa ne è un esempio.

Identitarismo nazionale e razziale, contrapposizione fittizia al capitale finanziario e all’Europa “cosmopolita” in quanto sua espressione e programma, nazionalismo e intervento dello Stato per garantire agli italiani un welfare selettivo: questi i cavalli di battaglia dell’organizzazione neofascista CasaPound, che serve al capitale tanto nella militarizzazione dello scontro con le organizzazioni della sinistra – militante e rivoluzionaria o più genericamente antagonista – quanto nella canalizzazione della rabbia popolare in una guerra tra poveri utile a dividere ulteriormente la classe lavoratrice di fronte al padronato.

Questa presenza nel quartiere costituisce un segnale che non deve cogliere impreparati i rivoluzionari e i comunisti, così come tutti i proletari, e di conseguenza non va sottovalutato.
La fase di costruzione di queste organizzazioni non può che essere un segnale negativo, soprattutto quando riescono a radicarsi e legittimarsi nello scenario politico nazionale mettendo piede anche nelle città che hanno sempre vissuto di una certa rendita sull’antifascismo.

Oggi, realtà come CasaPound rappresentano una minaccia per il movimento operaio. Sicuramente sono una minaccia per via del loro generico populismo reazionario e xenofobo; lo sono per la convivenza civile in un tessuto sociale fragile; lo sono per il portato di un sostrato reazionario sempre pronto a riaffacciarsi e a svolgere il suo ruolo antioperaio, di braccio armato informale della borghesia, protetto e coperto dalle istituzioni repressive dello Stato come le forze dell’ordine e la magistratura. Sono spesso in affari con branche della criminalità organizzata di stampo mafioso, sempre grate alla propaganda razzista che garantisce il mantenimento di un’enorme massa di migranti in uno status di umani privi di diritti e tutele, quindi facilmente reclutabili dalla malavita o utilizzabili come fonte di guadagno e merce-lavoro a basso costo.

Solo con la costruzione di un fronte unico, rivoluzionario e anticapitalista, in grado di rimettere al centro gli interessi di tutta la classe lavoratrice e di tutti gli emarginati e gli oppressi, ci si potrà contrapporre a queste organizzazioni reazionarie, impedendogli di far leva sulle divisioni, etniche e razziali, per indebolirci contro il capitale e la borghesia. Solo l’unità di tutti gli sfruttati contro gli sfruttatori può contrastare l’ondata populistica, reazionaria e barbarica che soffia in tutta Europa.

Facciamo appello a tutte le organizzazioni della sinistra di classe, alle organizzazioni sindacali, dell’associazionismo di base, a coloro che in questi mesi hanno sostenuto la lotta del popolo palestinese, a chi lotta contro gli imperialismi.
Apriamo un fronte di lotta contro i fascisti a Saione!

Partito Comunista dei Lavoratori – sezione di Arezzo