Partito Comunista dei Lavoratori – Molise
Si paventa un’altra chiusura aziendale in Molise dopo trentacinque anni di produzione: la Koch Engineered Solutions (KES) di Vinchiaturo, ex Molipak, con 27 dipendenti, di cui 22 operai e 5 impiegati in procedura di licenziamento collettivo, che per età hanno anche difficoltà a ricollocarsi nelle condizioni date dal sistema del mercato, in cui a comandare sono i padroni per i loro interessi contrapposti ai lavoratori.
La risposta dei lavoratori con lo sciopero e il presidio è un importante punto di partenza.
Ma contro il potere unilaterale dei padroni occorre mettere in campo una forza operaia uguale e contraria, prendendo ad esempio una mobilitazione come quella della GKN.
Le iniziative immediate richieste dai lavoratori, di incontri e coinvolgimento della Regione, di porsi al riparo con ammortizzatori sociali, devono legarsi alla difesa dello stabilimento contro la delocalizzazione, che avrà maggiori possibilità di sbocco positivo solo se ci sarà la forza di alzare il livello della lotta, ad esempio dal presidio all’occupazione dello stabilimento, con l’unità della lotta con i lavoratori della stessa azienda di Aprilia e di Vimercate, e nella prospettiva di unire le vertenze in corso nell’intero Molise. Unità di lotta che vale ovviamente per tutte le vertenze in corso nel Molise.
La KES di Vinchiaturo, frutto del lavoro di anni delle sue maestranze, ha sviluppato notevoli competenze specialistiche nel settore metalmeccanico, ma come al solito la questione si riconduce alla classe che ha il potere di deciderne le sorti: se si agisce dal versante dei lavoratori la decisione di chiudere è assurda; se all’opposto si agisce nell’interesse dei padroni la decisione è chiaramente dettata, come hanno capito i lavoratori, dalla logica di rincorrere il massimo profitto sulle pelle degli operai, delocalizzando l’azienda in aree del mondo dove è possibile un maggior saggio di sfruttamento della forza lavoro.
Per questo è necessario iniziare a legare la resistenza immediata e quotidiana in difesa dello stabilimento KES, come di altri a rischio chiusura, con la rivendicazione della nazionalizzazione senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori di queste aziende che licenziano per delocalizzare inseguendo i salari da fame, tanto più se hanno intascato incentivi pubblici.
Per questo pensiamo sia necessario legare queste lotte in difesa di esigenze immediate e urgenti, alla prospettiva di costruire un governo dei lavoratori e delle lavoratrici. Proprio perché le leve dei grandi mezzi di produzione non siano più in balia di ristretti gruppi di sfruttatori multinazionali che giocano con la vita degli operai per i loro profitti, ma nelle mani delle classi lavoratrici, per pianificare democraticamente la produzione in funzione delle esigenze collettive.


