Il popolo del Jammu e Kashmir fa appello alla classe operaia internazionale, ai sindacati, alle organizzazioni socialiste, ai movimenti progressisti e alle organizzazioni per i diritti umani affinché si schierino in solidarietà con la loro lotta democratica contro la repressione e l’ingiustizia.
Oggi, il Comitato Congiunto d’Azione Awami (JAAC) ha annunciato una lunga marcia verso Muzaffarabad per chiedere giustizia e la tutela dei diritti democratici. Secondo quanto riferito dagli organizzatori e da fonti locali, mentre il corteo pacifico entrava nella città di Rawalakot, le forze paramilitari e di sicurezza hanno aperto il fuoco e hanno utilizzato gas lacrimogeni e colpi di artiglieria contro i manifestanti. Le notizie indicano che almeno cinque persone sono state uccise e centinaia sono rimaste ferite. L’operazione è ancora in corso e non si può escludere che il numero di morti e feriti aumenti. Queste segnalazioni richiedono un’attenzione internazionale urgente, una verifica indipendente e l’assunzione di responsabilità.
Lavoratori, studenti, contadini e gente comune nel Jammu e Kashmir stanno subendo una sempre più intensa campagna di repressione da parte dello Stato. Le notizie relative a vittime tra i civili, centinaia di feriti, arresti arbitrari, uso della forza contro manifestanti pacifici e restrizioni all’accesso a cibo, medicinali e cure mediche richiedono un’immediata attenzione da parte della comunità internazionale.
Chiediamo alle organizzazioni dei lavoratori, ai sindacati, alle organizzazioni socialiste, ai partiti politici di sinistra, alle organizzazioni giovanili, ai movimenti femminili, alle forze democratiche e ai difensori dei diritti umani della regione e di tutto il mondo di far sentire la propria voce in difesa dei diritti democratici. Un torto arrecato a un settore della classe operaia è un torto arrecato a tutti. La lotta per la giustizia in Kashmir è indissolubilmente legata alla lotta globale contro l’oppressione, l’autoritarismo, la militarizzazione e lo sfruttamento.
Chiediamo al governo del Pakistan di porre immediatamente fine all’uso della violenza contro i manifestanti pacifici, di rilasciare tutte le persone detenute arbitrariamente, di ripristinare l’accesso al cibo e alle forniture mediche e di rispettare pienamente i diritti democratici alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di organizzazione politica. Le rivendicazioni sociali e politiche devono essere affrontate attraverso il dialogo e la partecipazione democratica, non con la coercizione, l’intimidazione o la violenza di Stato.
Ci rivolgiamo inoltre a tutte le organizzazioni politiche, i sindacati, i gruppi studenteschi, le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani del Kashmir all’estero affinché si uniscano in difesa del popolo, a prescindere dalle differenze politiche o ideologiche. La tutela della vita umana e delle libertà democratiche deve avere la precedenza su ogni considerazione di parte.
Chiediamo che venga condotta un’indagine indipendente, trasparente e imparziale su tutte le accuse di uso eccessivo della forza e di violazioni dei diritti umani. I responsabili di qualsiasi uso illegale della forza devono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, mentre i diritti dei civili di organizzarsi, manifestare e ricevere assistenza medica devono essere pienamente tutelati.
La storia ha più volte dimostrato che i diritti democratici non sono un dono dei governi, ma vengono conquistati e difesi attraverso la lotta collettiva della gente comune. Il movimento operaio internazionale vanta una gloriosa tradizione di solidarietà con i popoli oppressi oltre i confini nazionali, respingendo lo sciovinismo, il militarismo e la repressione ovunque essi si manifestino.
Chiediamo quindi ai lavoratori, ai sindacati, alle organizzazioni socialiste, agli intellettuali progressisti, ai giornalisti e agli attivisti per i diritti umani della regione e di tutto il mondo di esprimere solidarietà al popolo del Jammu e Kashmir, di denunciare la repressione in corso, di organizzare azioni di solidarietà e di rivendicare la cessazione immediata delle violenze contro l’inerme popolazione civile.
Il popolo del Jammu e Kashmir merita pace, giustizia, dignità, libertà democratiche e uguaglianza sociale. La lotta di questo popolo è parte integrante della più ampia lotta dei lavoratori di tutto il mondo contro lo sfruttamento, l’oppressione e la repressione di Stato.
Uniamoci in difesa della giustizia, della libertà democratica e della dignità umana. La solidarietà internazionale è la nostra arma più potente.


