Prima pagina

Al fianco della Flotilla, contro il terrorismo sionista

Decine di imbarcazioni assaltate e sequestrate, 175 attivisti catturati in rotta verso Israele.

Questa notte la Marina militare israeliana ha aggredito le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza.
Un’aggressione odiosa che fotografa ancora una volta la natura terrorista dello Stato sionista.

L’Unione Europea tace vergognosamente, nonostante l’aggressione sia avvenuta in acque di competenza europea. Mentre la famigerata agenzia Frontex ha addirittura supervisionato dall’alto l’azione di pirateria. Si conferma una volta di più la complicità dei governi imperialisti di tutta Europa con lo Stato sionista. Una complicità di cui Israele si serve per avere mani libere e la più totale impunità. Una complicità che vede il governo italiano in prima fila.

Lo Stato sionista intende fermare la Flotilla con ogni mezzo. Si vuole impedire ogni forma di rottura del blocco di Gaza, e più in generale ogni azione di disturbo della politica criminale che lo Stato sionista sta perpetrando nell’intero Medio Oriente. A Gaza con la continuità del genocidio. In Cisgiordania con lo squadrismo quotidiano dei coloni. In Libano con la nuova guerra di invasione e gli incessanti bombardamenti. In Iran con le ripetute guerre d’aggressione sioniste americane. Lo Stato israeliano vuole intimidire ogni forma di opposizione ai propri crimini.

Tanto più per questa ragione è essenziale rilanciare la più ampia mobilitazione internazionale a difesa della Flotilla. La Lega Internazionale Socialista, che ha propri militanti e dirigenti nella Flotilla, è ovunque impegnata in tale mobilitazione.

La grande maggioranza dell’umanità sostiene la causa della Palestina e odia i crimini del sionismo. In Italia le enormi mobilitazioni dello scorso anno contro il genocidio, al fianco del popolo palestinese, e a difesa della Flotilla, ne sono un esempio.
La nuova aggressione alla Flotilla richiede di riprendere da subito quel livello di impegno collettivo: nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, in ogni città, in direzione di una lotta generale unificante.

La libertà del popolo palestinese è incompatibile con lo Stato coloniale di Israele e la sua natura terroristica. La rottura di ogni relazione con lo Stato d’Israele deve essere tanto più oggi una rivendicazione centrale della mobilitazione.

Giù le mani dalla Flotilla!
Libertà immediata per gli attivisti sequestrati!
Mobilitazione generale!
Rompere ogni relazione con lo Stato terrorista di Israele!
Liberare la Palestina e il Medio Oriente dal sionismo e dall’imperialismo!

Partito Comunista dei Lavoratori